Nel segno di Zappa

By Manuel Insolera

Ciao 2001, 15 November 1981


NUOVO DOPPIO ALBUM PER IL SUPERPROLIFICO FRANCIS VINCENT ZAPPA. SOLTANTO A POCHI MESI DI DISTANZA DA « TINSEL TOWN REBELLION » ECCOLO PRONTO CON ALTRE QUATTRO FACCIATE DI « YOU ARE WHAT YOU IS ». DA VENT'ANNI SULLE SCENE MUSICALI, FRANK SI CONFERMA UN ARTISTA DA SEGUIRE SEMPRE E COMUNQUE NON FOSSE ALTRO PER LA SUA POLIEDRICITA' CHE GLI CONSENTE DI MUOVERSI LIBERAMENTE TRA ROCK'N'ROLL TRADIZIONALE E BRANI DAL GUSTO CONTEMPORANEO.

Non è un caso che Frank Zappa, nato come Francis Vincent Zappa il 21 dicembre 1940 a Baltimora, da vent'anni sulle scene musicali, abbia iniziato il suo nuovo disco, pubblicato in chiusura dell'anno 1981, con una canzone intitolata: « Teenage wind », il vento del teenager. E il problema dei « vecchi » colossi è sempre lo stesso: abituati da una (o spesso due) decade a rifugiarsi nel mondo del rock'n'roll, della spregiudicatezza, dell'elisir di lunga vita, vedono crescere il numero dei loro anni senza che possano realmente accorgersene. E intanto il pubblico che fa la coda ai botteghini per vederli in azione o che compera i dischi nuovi fiammanti, si rinnova in continuazione e possiede quell'energia vitale che spesso è incontrollabile.

I quindicenni che amarono Zappa al suo magnifico e bizzarro apparire oggi sono dei tranquilli signori con prole e cambiali da pagare alla fine del mese. Zappa, invece, sopravvive a se stesso per l'abile arte della musica, per la generosità che una band di rock'n'roll concede benevolmente ad un quarantunenne in cerca di avventure.

Nella sua davvero enorme discografia Zappa non conosce barriere, limiti, stili; nulla qli impedisce di pubblicare quasi contemporaneamente due dischi estremamente diversi tra di loro; nulla gli vieta di unire due brani dall'andatura praticamente opposta, un rock'n'roll con coretti stile anni cinquanta e una suite dal gusto contemporaneo. Si è spesso parlato della poliedricità di Zappa, ed è proprio questa sua innegabile dote a renderlo sempre e comunque un artista da seguire, sebbene certi momenti della sua carriera oggi appaiono superflui e altri ripetitivi. Dalla sua ha una scrittura musicale movimentata, eccentrica, piena di energia, complessa e semplice, da ascoltare all'infinito. Anche questo contribuisce a tenerlo sempre legato all'attualità: Frank non ha dovuto subire il passaggio delle mode e l'essiccarsi del genio artistico. Oggi come vent'anni fa ci appare un vulcano In eruzione, capace di guizzi fantastici e come ultima arma a disposizione ha l'ironia, per cui, quando le frecce del suo arco potrebbero considerarsi terminate egli arriva a sfottere se stesso, in una girandola di citazioni dai propri momenti più felici.

Il suo amore incondizionato per la musica, per il talento musicale, lo porta ad affrontare gli stili più disparati, così un rock'n'roll può coabitare benissimo con un brano tipicamente country&western, un impianto jazzistico si miscela benlssimo ad un blues elettrico dalla chiara ispirazione chicagoana. Con Il suo volto spigoloso, gli occhi come punte di spilli incendiati, una caricatura da fumetto da prendere terribilmente sul serio, Il più celebre pizzetto (o mosca, che dir si voglia) del rock'n'roll, Zappa continua a dettar legge per la risolutezza indecente che da sempre lo accompagna. Una maschera sprezzante che pubblica dischi in continuazione, un genio dell' autoproduzione dove nessuno può interferire, un manipolatore di jam session, un despota per musicisti da' grande intelletto, un furetto il cui dinamismo nasconde l'età avanzata e ce lo presenta come un fratello maggiore, folle e sprezzante, sicuramente da amare. Ouesto e ancora qualcos'altro è Frank Zappa, anche nell'anno 1981.

L'album si apre con « Teenage Wind », una delle tante colorate, tentacolari, insopportabili, squisite macchiette musicali dedicate alle nuove generazioni. « Devo essere libero, devo essere libero » cantano in un ritmo serrato i musicisti e flash adolescenziali sono unici.

Completamente diversa l'atmosfera soltanto nel solco accanto: puro stile country, con tanto di armonica nashvilliana e cavallo parcheggiato davanti al saloon, strana canzone d'amore intitolata ironicamente « Harder Than Your Husband ».

« Doreen » è il consueto appuntamento con il personaggio femminile che Zappa, come al solito, risolve a modo suo. « Non farmi aspettare fino a domani » cantano accorati, mentre una incredibile sezione di fiati ci dà dentro con accenti bluesistici e la chitarra di Frank gira a duemila in un solo tiratissimo di stampo prettamente rock.

« Goblin Girl », un reggae risolto alla maniera di Zappa con i coretti stile cartoni animati, kazoo strombazzati, qualche oscenrta mn sottotondo e parecchia confusione.

« Theme From The 3rd Movement Of Sinister Footwear » chiude la prima delle tre facfiate ed è il momento del Zappa più grande, la chitarra che guida la sarabanda mostrando uno stile inconfondibile, il vibrafono che colora il tema rock e una grande coesione tra musicisti.

Una specie di blues messo in uno shaker è « Society Pages , in apertura della seconda facciata, mentre «I'm A Beautiful Guy », dichiarazione narcisistica con tentazione alla grande orchestra (subito prontamente ritrattata), è un classico, legato a « Beauty Knows No Pain », bizzarra teoria su bellezza e dolore.

« Charlie's Enormous Mouth», l'enorme bocca di Charlie, potrebbe stare benissimo in un album come « Apostrophe , mentre « Any Downers » è il suo ipotetico proseguimento.

« Conehead » chiude mirabilmente la seconda facciata, un blues elettrico che si divide concettualmente in due parti: c'è la musica, stravolta ed eccitante, ci sono i testi, come al solito folli, allucinanti, inoltre appare evidente che Zappa alla chitarra è intoccabile.

« You Are What You Is » è il brano che dà il titolo all'album, e ha il vago sapore ska (questo perché ogni stile scelto da Frank viene così manipolato e incastrato da perdere la sua logica struttura), un magnifico 45 giri da mandare in classifica, così come saltella e zompetta « Mudd Club », voce cupa e computer in azione.

« The Meek Shall Inherit Nothing e « Dumb All Over » (visioni catastrofiche) chiudono la terza facciata proseguendo nelle scelte sonore più conosciute, destinate soltanto a chi conosce l'inglese e proprio qui appare evidente l'errore di aver pubblicato il disco senza testi all'interno, imperdonabile nel caso di Zappa, un po' per l'importanza dei suoi messaggi un po' per la già difficile pronuncia piena di vocaboli slang o addirittura inventati.

La quarta ed ultima facciata riprende esattamente da dove avevamo lasciato la terza, un piccolo flash per introdurre la bellissima « Heavenly Bank Account » e lasciarci capire che le vere chicche sono proprio qui, in chiusura, con un ultimo lampo di genio, impennata finale che non potevamo certo prevedere. Con una delle sue solite presentazioni Frank introduce « Suicide Chump », un blues con tanto di organo e coretti che anziché far pensare al suicidio ti fa rivivere. Zappa si concede un assolo di chitarra stile Chicago da intenerire. Un blues che non si conclude, ma vola su « Jumbo Go Away » in picchiata il quale a sua volta, dopo aver sparato geniali colpi, finisce in « If Only She Woulda » (citazioni anche per i Doors? possibile?) che si schianta definitivamente su « Drafted Again », nuovamente a parlare della chiamata alla leva dopo il quarantacinque censurato dalle radio americane (« non voglio essere chiamato, neppure mia sorella vuole »). Insomma, una gran festa, da spartire equamente con i musicisti (anche se Zappa non dovrebbe essere d'accordo data la sua misogenia): bravissimi Jimmy Carl Black, Ray White e lke Willis alle voci (tre o tremila?), quindi Tommy Mars alle tastiere (quante?), Arthur Barrow al basso e David Logeman alla batteria, bravi tutti gli altri, persino i sound engeneer, gli ospiti di passaggio, il maestro di tennis e la « special assistance » ...

Maria Laura G. Giulietti