Frank Zappa a Milano

By ?

Gong, November 1974


Le «Mothers del decennale» arrivano a Milano l'11 settembre, una sera in cui il Vigorelli ha un'aria rispettabile e molti aromi buoni – manca la polizia, ehilà, tre o quattro gorilla ti guardano di sbieco e finisce lì la santa paranoia di ogni concerto. Inoltre, a completar l'opera, un paio di sfondamenti secondo manuale (il De la Guerre, naturalmente) spezzano definitivamente il clima assassino del concerto lager; che sia la volta buona per respirare musica?

Frank Zappa comincia a suonare in perfetto orario. Ha l'aria lucida, astuta (il prato è pieno di palloncini idioti con la sua immagine stampata, una «promozione» pubblicitaria che vuol suscitare il prurito dell'happening ...) e una band maciullata rispetto agli anni scorsi: Ponty è andato, Ian Underwood stranamente non c'è (la prima volta in sette anni!) e un tal Napoleon Murphy avanza la propria candidatura a protagonista della serata, mulinando il sax come un King Curtis pidocchioso e danzando, cantando, muovendosi stupidamente secondo l'immancabile tradizione dei James Brown. La musica lo inghiotte subito: è lui il re dei primi venti minuti, lo showman che conduce le eleganti banalità di Zio Frank – si capisce immediatamente, infatti, che non sarà più l'ora magnetica dei concerti dell'anno scorso, Grand Wazoo e simili cose, qui scocca l'ora di Apostrophe degli interminabili pezzi «parlati», del R&B per filo e per segno. Lo stile è nevrotico, Paul Humphrey alla batteria si danna a seguire i cento cambi di tempo del leader e Zappa, beffardo, stringe chitarra e wah wah e infila assoli uno dietro l'altro -- tutti eguali, siamo rimasti ai tempi della Danza Rituale del Giovane Pompelmo, ricordate?

Insomma, c'è poco da divertirsi e non scorgo nemmeno la coda della temibile art zappiane: e non è che la ruota giri col passare del tempo, diciamo solo che i brani cantati diradano, i «monologhi» scemano e si fa avanti quel giovane castoro che è la Ruth Underwood, a sparar cartucce tra vibrafoni e marimbe. E' il timbro giusto per la festa zappiana: ma ...